Tra l’informazione e la comunicazione

Due concetti apparentemente simili ma quasi diametralmente opposti.

Informare, infatti, implica una strada ‘tratteggiata’, percorribile e ben delineata. Una scaletta più o meno articolata (in base alle nozioni) da strutturare seguendo un filo logico. Quasi un punto elenco toccando i temi principali ed appunto informando su ciò che si sta spiegando. Messaggio, target, mezzi e risultati sono definiti a priori.

Comunicare, invece, è molto più difficile e la differenza sostanziale è un ipotetico interlocutore che interagisce con noi e che non avevamo preso in considerazione, o meglio messo a preventivo come persona ma non il suo pensiero. Ascolta o ignora, lascia un feedback (positivo o negativo) che andrà a condizionare il risultato. Una reazione a catena non prevedibile. Una partita senz’altro più difficile da giocare, dove risulta fondamentale essere efficaci. In quest’ultimo caso lavorare sulla relazione è più importante del contenuto (questo non vuol dire che il contenuto sia trascurabile ma i margini sono più ampi!).

Pensiamo ad esempio a quell’infinità di contenuti anche banali che in base al “tone of voice” assumono significati opposti; “questa è un’offerta davvero imperdibile”, in questo caso il significato che diamo alla frase potrebbe essere un apprezzamento sincero oppure se il tono che utilizziamo è ironico un’offerta scadente e priva di valore.

Riflettendo ora sulla capacità di creare relazioni solide e durature con i propri utenti, immaginiamoci l’engagement come un atomo, il cui nucleo è il contenuto, attorno al quale orbitano tutte le persone che a seconda della distanza sono più o meno attratte dalla questione (abbiano una reazione a riguardo). Il pensiero condiviso riguardo ad un qualsiasi argomento è spesso (per non dire sempre) condizionato dall’eco che il tema ha riscosso grazie/per causa di persone che leggendo, ascoltando si sono fatte un’opinione a riguardo. È fondamentale per l’azienda ascoltare ed interagire con i propri interlocutori sapendo che questo potrebbe interferire con le decisioni/scelte future.

Infine è bene tener a mente quali siano gli obiettivi della comunicazione, che possono essere molteplici e diversi (e magari tratteremo in seguito.) Ricordiamoci, ad esempio, che vagare per un negozio senza un obiettivo ti porta spesso all’acquisto di qualcosa di inutile che non sarebbe accaduto qualora ci si fosse posto un obiettivo di acquisto prima di entrare.

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