Se il miele vuoi mangiare, le api devi amare

Fino al 35 per cento della produzione di cibo a livello globale dipende dalle api. Delle 100 colture da cui dipende il 90 per cento della produzione mondiale, 71 sono legate al lavoro di impollinazione e, in Europa, sono ben 4mila diverse colture crescono grazie alle api.

Le api sono fondamentali per l’ecosistema globale poiché sono responsabili del ciclo di fioritura di ogni pianta (quindi anche frutta e verdura), regolandone la fecondazione e permettendo un’impollinazione rapida e sicura. In poche parole le api vanno a far visita ai fiori, dove prendono il nettare ammassando il polline nella loro peluria e trasferendolo poi in piccole strutture posizionate sulle zampe posteriori. Il polline viene così riportato al nido per sfamare le larve, ma il caso vuole che una parte di questa magica polverina rimanga attaccata alla peluria dell’insetto, che lo porta così da un fiore allo stigma di un altro fiore consentendo un’impollinazione incrociata.

SE LE API SCOMPARISSERO DALLA FACCIA DELLA TERRA,

ALL’UOMO NON RESTEREBBERO CHE QUATTRO ANNI DI VITA.

così diceva Albert Einstein, e sostiene anche il Center for Biological Diversity.

 

La maggior parte delle persone non ama le api, le vede come un pericolo, qualcosa da cui stare alla larga perché pungono, poco importa se si ha di fronte una vespa, un bombo o un’ape, solo pochi sono consapevoli che le api pungono solo se strettamente necessario, solo se si trovano in pericolo a differenza della vespa.

I fattori legati all’estinzione delle api sono i cambiamenti climatici, l’utilizzo di pesticidi e l’inquinamento che stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza di interi ecosistemi, cosa possiamo fare nel nostro piccolo:

– acquistare frutta e verdura biologica o comunque non trattata con pesticidi

– piantare alcuni fiori e piante amati dalle api come la lavanda, la calendula o il rosmarino, ma anche diversi fiori selvatici.

 

Il 20 maggio è stata celebrata la Giornata mondiale delle api, anche se c’era poco da festeggiare a causa di una produzione di miele praticamente azzerata. Una beffa per l’Italia, da Nord a Sud, dovuta alla siccità del mese di marzo 2019 e al clima instabile di aprile e maggio, con vento, pioggia e sbalzi termici, che non ha consentito alle api neanche di trovare nettare sufficiente da portare nell’alveare. Nel frattempo, aumentano le importazioni di miele dall’estero.

 

 

IL MIELE

 

Il miele è una sostanza dolce naturale che le api (Apis mellifera) producono dal nettare di piante o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o dalle sostanze secrete da insetti succhiatori che si trovano su parti vive di piante che esse bottinano, trasformano, combinandole con sostanze specifiche proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lascino maturare nei favi dell’alveare (definizione ai sensi del D. Lgs. 179/2004).

 

Il miele destinato al consumatore deve:

– essere preconfezionato all’origine in contenitori chiusi,

– riportare le indicazioni obbligatorie in etichetta,

– riportare l’indicazione del Paese o dei Paesi d’origine in cui è stato raccolto

– la denominazione deve far riferimento o all’origine floreale o vegetale.

 

E’ assolutamente VIETATO aggiungere al miele immesso sul mercato in quanto tale o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano, qualsiasi ingrediente alimentare, ivi compresi gli additivi, ed effettuare qualsiasi altra aggiunta se non di miele.

 

Il miele, purtroppo, è un alimento particolarmente soggetto a frodi rappresentate principalmente da false dichiarazioni relative all’origine, sia floreale che geografica; in Italia, “Il Miele della Lunigiana” e il “Miele delle Dolomiti Bellunesi” rappresentano i soli ad avere finora ricevuto un marchio protetto.

 

Le frodi più frequenti sono:

– miele con aggiunta di zuccheri d’altra origine,

– aggiunta di fecole, amidi, glicerina, mosto concentrato, sciroppi di frutta,

– vendita di miele di un’origine botanica diversa da quella dichiarata,

– vendita di mieli extracomunitari per mieli italiani o comunitari.

 

 

 

CONSERVAZIONE DEL MIELE

 

Il miele è un alimento che, una volta aperto, può essere conservato fuori dal frigorifero. L’alto contenuto in zuccheri presente naturalmente in questo prodotto previene, infatti, la moltiplicazione batterica e il processo di deterioramento.

 

L’indicazione sulla durabilità per il miele è espressa come termine minimo di conservazione o TMC (solitamente espresso dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”), che viene definito dal produttore che mette in commercio il prodotto ed è solitamente pari a 18-24 mesi. Il TMC è la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione.

 

E’ consigliabile conservare il barattolo di miele aperto in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce. Temperature ambientali elevate (maggiori di 25°C) e la luce diretta possono portare ad un decadimento delle caratteristiche organolettiche proprie del prodotto.

 

 

“Abbiate cura del cibo come fosse l’essenza della vostra anima”

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