Rischi derivanti dalla saldatura dell’acciaio inox

Sono anni che si discute in merito ai rischi per la salute derivanti dai fumi di saldatura dell’ acciaio INOX. Tale operazione è molto diffusa ad esempio nelle aziende agro-alimentari, dove spesso  si eseguono interventi in loco a seconda delle necessità.

In letteratura si intendono per “fumi di saldatura” tutte le emissioni che si producono per vaporizzazione dei metalli e per decomposizione e (elettrodi) utilizzati piuttosto che dalle superfici sottoposte a saldatura.

L’esposizione ai fumi di saldatura, ed in particolare a quelli che si generano durante la saldatura dell’acciaio inox, viene associata a potenziali rischi per la salute. Questi fumi contengono Manganese e Cromo Esavalente Cr(VI), due sostanze molto pericolose.

Cromo, Manganese e/o Nickel, che contribuiscono alle caratteristiche di robustezza e durabilità dell’acciaio, sono componenti essenziali della materia base. Per tale ragione anche gli elettrodi di  saldatura devono avere composizione simile alla materia base da saldare.

Durante le operazioni di saldatura il calore generato dall’arco elettrico vaporizza una frazione di metallo nell’elettrodo e nel bagno di fusione. Tale vapore di metallo  fuoriesce dall’arco di saldatura, si condensa appena si raffredda e si ossida nei fumi di saldatura. A seconda del metodo di saldatura si possono generare quantità diverse di fumi e di sostanze nocive. La maggior parte dei particolati misurano alla fonte 0.01- 0.1 μm, ciò significa che sono facilmente inalabili, entrando così  all’interno dei polmoni e, con il tempo, anche nel sangue.

Il Manganese può dunque danneggiare il sistema nervoso e le vie respiratorie, oltre ad avere altri effetti negativi, mentre i  principali effetti del Cromo VI sono: cancro ai polmoni, asma, ulcerazioni delle mucose del setto nasale, ulcerazioni della pelle, dermatiti allergiche e da contatto, disturbi della fertilità e della riproduzione.

Per tale ragione la  “Direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2017 ha modificato la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro” abbassando il limite di esposizione professionale ai composti di cromo VI di 0,005 mg/m3 (espresso come cromo) a partire dal 17 gennaio 2025. Come misura transitoria, fino al 17 gennaio 2025 il limite è fissato a 0,010 mg/m3 , con una deroga per i procedimenti di saldatura e taglio al plasma o analoghi procedimenti di lavorazione che producono fumi per i quali il valore limite di esposizione è stato posto a 0,025 mg/m³ .

Per tale ragione  l’Italia ha aggiornato l’elenco delle sostanze cancerogene riconosciute, inserendo il cromo VI ed i suoi composti nell’Allegato XLIII del D.Lgs. 81/2008.

Cosa cambia dunque?

Dal momento che il metodo e la portata dei sistemi di ventilazione e di aspirazione fumi, le abitudini di lavoro, la formazione del personale addetto alla saldatura e i materiali che vengono saldati, fanno variare l’esposizione dell’operatore risulta necessario:

  • richiedere al fornitore degli elettrodi per acciaio INOX la scheda di sicurezza
  • prevedere sistemi di aspirazione alla fonte, cioè il più possibile vicino al punto di saldatura
  • effettuare un campionamento dei fumi e dei gas
  • sottoporre il personale a sorveglianza sanitaria specifica
  • aggiornare la valutazione dei rischi

Tale provvedimento riguarda un gran numero di persone. Si stima infatti che nel mondo siano circa 3 milioni i lavoratori addetti alle operazioni di saldatura.

 

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