Defibrillatore: una questione che ci sta molto a cuore

COS’È UN DEFIBRILLATORE SEMIAUTOMATICO?

 

Il DAE (Defibrillatore semi-Automatico Esterno) è definito così perché necessita di due interventi manuali, premendo semplicemente un pulsante, da parte dell’operatore.

La caratteristica principale di un DAE è la semplicità di utilizzo anche per i “laici”, ovvero il personale non sanitario (che comunque deve aver svolto un corso specifico) ed è assolutamente sicuro, affidabile ed efficace.

Tutte le operazioni sono semplificate al massimo. Il defibrillatore guida il soccorritore, con istruzioni vocali, attraverso le varie fasi della procedura.

Una volta applicati gli elettrodi, cioè due placche adesive, sulla pelle nuda del paziente, è il dispositivo che analizza il ritmo cardiaco e che dà le istruzioni all’utilizzatore.

Conclusa la valutazione del ritmo cardiaco, il DAE, solo nel caso sia necessario, dispone l’erogazione dell’energia di defibrillazione, seleziona il livello di energia necessario, e richiede di premere il pulsante di scarica. Inoltre, indica di chiamare i mezzi di soccorso e di eseguire la RCP (Rianimazione Cardiopolmonare). Dopo ciascuna scarica il DAE si mette “in attesa”, ripetendo l’analisi del ritmo cardiaco con intervalli regolari e predisponendosi per una nuova scarica se necessario. L’utente che lo manovra non ha la possibilità di forzare la scarica se il dispositivo segnala che questa non è necessaria.

L’operatore è responsabile, non della corretta indicazione di somministrazione dello shock che è determinato dall’apparecchio, ma dell’esecuzione di questa manovra in condizioni di sicurezza per sé stesso e per tutte le persone presenti intorno al paziente.

 

L’IMPORTANZA DEL DEFIBRILLATORE

 

In caso di perdita di arresto cardiaco, l’inizio della RCP (Rianimazione Cardio-Polmonare) e l’uso del DAE entro i primi 5 minuti comportano un notevole incremento del tasso di sopravvivenza. Ecco alcuni dati che ci devono far riflettere:

  • Senza RCP la sopravvivenza si riduce del 10-12% ogni minuto che passa!
  • Con il solo intervento del 118 la sopravvivenza è circa 1-5%!
  • Con una RCP precoce: il tempo di sopravvivenza aumenta di 3 volte!
  • Oltre l’80% dei sopravvissuti da un arresto cardiaco è stato “resuscitato” da una fibrillazione ventricolare, cioè è stato salvato grazie all’uso del defibrillatore!
  • Il 5% degli arresti cardiaci si verifica sui luoghi di lavoro: più di 70 lavoratori alla settimana!!

 

 

OBBLIGO DI DOTAZIONE E FORMAZIONE – NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Chi ha l’obbligo defibrillatore? Cosa sapere sul Decreto Balduzzi e sull’obbligo defibrillatore per le società sportive? Dove è consigliato dotarsi di defibrillatore semiautomatico DAE?

 

Con la Legge del 3 aprile 2001 n. 120, l’Italia ha regolamentato l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici DAE in Italia. La legge, infatti, afferma che: “È consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico in sede extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare.”

 

Obbligo defibrillatore per le società sportive: il Decreto Balduzzi

A seguito del caso del calciatore Morosini, morto in campo per arresto cardiaco, è scattato il Decreto Balduzzi, che prevede l’obbligo di dotarsi di un defibrillatore delle società sportive professionistiche (dal 20 luglio 2013) e dilettantistiche (dal 1 luglio 2017).

Per quanto riguarda le società sportive la Legge prevede:

  • obbligo di dotazione e impiego di DAE (per le società sportive ma anche per centri, palestre e attività che coinvolgano lo sforzo dell’apparato cardiocircolatorio);
  • presenza di personale formato all’utilizzo del defibrillatore e pronto a intervenire;
  • corretta manutenzione, funzionalità e facile accessibilità del defibrillatore in caso di necessità.

Non sono obbligate ad avere un DAE le società dilettantistiche che svolgono attività sportive con un ridotto impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili.

 

LUOGHI IN CUI È CONSIGLIATO IL DEFIBRILLATORE

 

Nonostante la legge italiana preveda l’obbligo defibrillatore solo per le società sportive, esistono luoghi in cui è consigliato collocarne uno. Con il Decreto 18 marzo 2011, il Ministero della Salute elenca i criteri per la distribuzione dei DAE sul territorio. Quali sono allora i luoghi consigliati per posizionare un defibrillatore?

  • luoghi dove vi è presenza di elevati flussi di persone o attività a rischio: aeroporti, stazioni di treni, stazioni di autobus, porti, strutture industriali, centri commerciali, ipermercati, grandi magazzini, alberghi, ristoranti, farmacie, stabilimenti balneari e stazioni sciistiche;
  • luoghi in cui si pratica attività ricreativa ludica: auditorium, cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, sale gioco, stadi;
  • strutture di Enti Pubblici: scuole, università, uffici; eventi artistici, sportivi, civili, religiosi;
  • strutture dove si pratica attività sanitaria e sociosanitaria: strutture sanitarie e sociosanitarie, poliambulatori, ambulatori medici;
  • luoghi isolati e zone disagiate (montagna, piccole isole), anche se poco popolati (i soccorsi non riuscirebbero ad arrivare in breve tempo);
  • istituti penitenziari, istituti penali per minori, centri di permanenza temporanea e assistenza;
  • Per aziende o attività in cui i lavoratori svolgono lavori elettrici sotto tensione o con il rischio di innesco di arco elettrico o shock elettrico

La priorità va data anche ai mezzi di soccorso e a Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Corpo forestale dello Stato, Corpo della Guardia di Finanza, Polizia locale, Soccorso alpino, Capitanerie di Porto.

 

DAE NEI LUOGHI DI LAVORO

 

Nei luoghi di lavoro, per ogni morto sul lavoro per causa traumatica ce n’è almeno un altro che muore per arresto cardiaco. L’età media delle persone colpite è compresa fra i 37 e i 59 anni (dati ISPELS e 118 di Bologna).

L’attuale normativa relativa alla Sicurezza sui Luoghi di Lavoro (Legge 81/08 e ss.mm.ii.) NON prevede la dotazione di defibrillatori da parte delle aziende, ma l’obbligo di formazione del personale al primo soccorso, confermando l’importanza della presenza sui luoghi di lavoro di personale addestrato e di dispositivi idonei a tutelare al meglio la salute dei lavoratori.

Tuttavia, la recente disposizione INAIL, che prevede una riduzione del premio INAIL per le aziende che adottano il defibrillatore e provvedono alla formazione del personale al BLS-D (Basic Life Support – Defibrillation), conferma l’importanza della presenza del DAE come strumento principale di prevenzione delle morti bianche.

 

Il datore di lavoro ha un ruolo cardine nella valutazione del pericolo e, consultato il medico competente, nel prendere i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza (art. 45 del D.Lgs. n. 81/2008).

Gli imprenditori e i responsabili della sicurezza aziendale dovrebbero fare alcune valutazioni, considerando il DAE alla stregua di un sistema antincendio o di un estintore, ossia un dispositivo di vitale importanza in presenza di una situazione critica all’interno dell’azienda.

In azienda ci sono condizioni ambientali operative critiche? Quanti dipendenti hanno un’età superiore a 45 anni? In che modo potrebbe essere percepita la perdita di un dipendente a causa di un arresto cardiaco, sapendo che con un dispositivo dal costo equivalente a quello di un elettrodomestico si sarebbe potuto salvare?

Purtroppo i defibrillatori sono spesso presenti solo in quelle aziende nelle quali si è già verificato un evento tragico causato da un arresto cardiaco improvviso. Nel nostro Paese la cultura della prevenzione non è così diffusa come negli altri paesi europei.

La presenza in azienda di un defibrillatore facilmente accessibile, posizionato come un comune estintore, permetterebbe di assistere efficacemente il lavoratore colpito da arresto cardiaco improvviso, facendo passare le probabilità di sopravvivenza da meno del 10% a oltre il 50%.

 

CORSO DI FORMAZIONE BLSD

 

L’utilizzo di un DAE deve essere effettuato da un addetto con regolare attestato BLS-D (Basic Life Support – early Defibrillation, supporto di base delle funzioni vitali e defibrillazione precoce).

I corsi di formazione permettono di utilizzare con sicurezza i DAE e comprendono l’addestramento teorico-pratico alle manovre di BLS, anche pediatrico quando necessario.

La formazione deve essere dispensata, sotto la responsabilità di un Medico, da istruttori qualificati.

Per il personale formato deve essere prevista l’attività di retraining ogni 2 anni.

 

 

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